Dating Apps in Cina: l’improbabile rifugio dei timidi

In Cina, le Dating Apps non sono solo il posto dove trovare l’ anima gemella o quel rapporto da una notte soltanto, ma sono ormai anche il rifugio perfetto per i più timidi in cerca di un’identità. Tinder non è tra le applicazioni più popolari, anche perchè richiede l’utilizzo di una rete VPN: se si vuole conoscere e chattare con qualcuno è necessario scaricare sul cellulare l’app TanTan o Soul.

Pensando a TanTan, mi torna in mente la frustrazione di alcuni dei miei amici internazionali: passavano mesi a chattare con i loro match senza mai incontrarli/e. Per molti la cosa funzionava pure piuttosto bene: mi ricordo ancora la serata in discoteca gentilmente offerta da un match TanTan di una mia amica americana. Non si erano mai incontrati, ma lui continuava a trasferirle denaro su Alipay. Con la chat intasata dai messaggi contrapposta ai rari appuntamenti dal vivo, ho scoperto l’universo delle Dating Apps in Cina, uno spazio specialmente dedicato a chi preferisce conoscere (e conoscersi) attraverso la tastiera di uno smartphone.

Gli smartphone sono essenziali alla sopravvivenza in Cina, ed ormai tutto (pure gli incontri romantici) avviene attraverso un’applicazione. Ho sempre visto Wechat, principale social e chat cinese, come lo specchio della duplice identità di molti dei miei compagni di classe. Quello che non si ha il coraggio di dire a voce lo si esprime con uno sticker in chat. Chi online mi sembrava il più spavaldo, dal vivo si rivelava invece il più silenzioso e timido, e per questo motivo la realtà delle Dating Apps in Cina non mi sorprende.

Wechat è un’ applicazione multivalente che racchiude gran parte della vita dei propri utenti, e forse non è da considerarsi tra canali più “intimi”. Molti giovani cinesi preferiscono socializzare su piattaforme che offrono l’anonimato piuttosto che tramite i social dominanti, dove il regno pubblico e quello privato hanno confini sottili e confusi. Su WeChat, è normale che le persone siano collegate non solo a tutti i loro amici, ma anche ai loro compagni di classe, familiari, professori e datori di lavoro. Pubblicare qualcosa di personale sull’app può essere una scelta rischiosa.

Per la maggior parte degli studenti universitari, l’anonimato informatico consente loro di rilasciare emozioni represse, esprimersi e lasciar andare alcuni sentimenti negativi. Le app di incontri alla fine sono lo spazio perfetto per essere sè stessi o per crearsi un’identità: un ibrido tra la chat ed il social media in cui puoi condividere i tuoi segreti senza correre il rischio che li veda tua nonna o il tuo relatore di tesi. In alcuni casi i giovani sono perfettamente felici della loro vita nel mondo virtuale: per gli studenti, le app di matchmaking non sono una preparazione a socializzare nella vita reale, ma un vero e proprio sostituto.

Molti studenti cinesi ammettono apertamente che preferiscono evitare le interazioni faccia a faccia quando possibile. Oltre il 40% degli utenti di Tantan ha riportato vari gradi di fobia sociale durante uno studio del 2020 del China Youth Daily e dell’Accademia cinese delle scienze. Proprio la fobia sociale ha ispirato molte discussioni in Cina negli ultimi anni, ma il termine può anche essere fuorviante. Parliamo di una generazione nata e cresciuta all’alba di una vera e propria rivoluzione digitale, dove è più semplice fare amicizia ed ordinare qualcosa da mangiare con il proprio smartphone. In molti casi, i giovani cinesi non si isolano dalle interazioni del mondo reale per paura, ma come scelta positiva: online, hanno un maggiore controllo delle situazioni e delle interazioni sociali.

Le app, che abbinano gli utenti in base ai loro interessi e consentono loro di interagire senza rivelare la propria identità, sono decollate per la prima volta in Cina con il lancio di Mimi, una versione locale di Secret, nel 2014. Da allora, il mercato è esploso. Tantan afferma di avere oltre 300 milioni di utenti, quasi l’80% dei quali proviene dalla Gen Z.

Le piattaforme hanno visto la loro crescita accelerare ulteriormente durante la pandemia, che ha avuto un enorme impatto sulla vita degli studenti universitari cinesi. Più di 622 milioni di persone hanno utilizzato app di incontri nel 2020, e il mercato in Cina dovrebbe raggiungere i 290 milioni di dollari di ricavi entro il 2024, secondo Statista.com. Il numero di utenti attivi giornalieri di Soul è salito alle stelle: da 3,3 milioni nel 2019, a 5,9 milioni nel 2020, fino 9,1 milioni nel marzo 2021.

Queste applicazioni a volte aiutano veramente nella ricerca della propria anima gemella, ma sono prima di tutto un filtro per trovare subito persone che condividono i tuoi interessi. Sono uno svago ed una valvola di sfogo essenziale per chi si è trovato a lungo confinato in casa.

Ed è così che più di un terzo degli universitari cinesi preferisce l’anonimato online alla vita reale, uno spazio che in gran parte è garantito dalle app di incontri e che è lontano dalle numerose pressioni sociali e familiari. Una via fuga, specialmente durante le vacanze del capodanno lunare ed il ripetersi della fatidica domanda detestata da qualsiasi single al mondo: “ma ce l’hai un fidanzatin* ?”

Fonti


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