L’Odissea degli Italiani che devono tornare in Cina

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Questa prima metà del 2020 è stata un gioco di attese interminabili per chi è abituato a viaggiare per lavoro o studio.

A Febbraio l’emergenza sembrava poter rientrare ad Aprile. A primavera invece speravamo in qualche cambiamento per Giugno, e per tutta l’estate abbiamo caricato di aspettative il mese di Settembre. A fine Agosto ci troviamo davanti l’ultima scadenza.

Faccio parte di quella categoria di italiani residenti all’estero. Sembrava incredibile che un virus potesse fermare il mondo, invece è successo. Nel mio piccolo, il mondo da studentessa si è fermato quando sono scappata dalla Cina a Febbraio e mi sono ritrovata in Italia senza molto da fare. Come me, numerosi lavoratori italiani residenti in Cina si sono trovati bloccati nel paese “sbagliato” quando gli aerei hanno smesso di volare. L’attesa del rientro è stata logorata dell’incertezza. Di storie ne ho sentite tante, almeno per quanto riguarda quella piccola nicchia di espatriati che si sono costruiti un vita in Cina.

L’epidemia è scoppiata in un periodo molto particolare: il capodanno Cinese è la vacanza che registra il più alto numero di movimenti migratori in Cina. In molti hanno approfittato delle vacanze invernali per viaggiare o tornare nel proprio paese di origine. È così che si sono trovati bloccati fuori. Ho sentito storie di molti impiegati che non sono riusciti a rientrare a lavoro quando la Cina ha ripreso la vita di tutti i giorni dopo la fine dell’emergenza COVID-19 e di famiglie divise tra oriente ed occidente.

Dal 28 Marzo, i visti ed i permessi di soggiorno ancora validi sono diventati un mazzo di chiavi inutili per una Cina che aveva cambiato la serratura della porta d’ingresso. Qualche spiraglio di speranza per i lavoratori in attesa di rientrare si è intravisto a Luglio. La camera di commercio Italiana in Cina ha iniziato ad organizzare il primo volo charter per il rientro degli imprenditori italiani. Da quel momento in poi è iniziata la caccia alla lettera PU, un documento erogato dalle FAO locali cinesi e necessario per ottenere un visto d’ingresso. La lettera PU deve essere richiesta dalla propria azienda o datore di lavoro in Cina, ma può anche essere facilmente respinta. La maglia che filtra gli ingressi nella terra del Dragone si è leggermente allargata solo dopo il 10 di  Agosto, conferendo la possibilità di ingresso, senza lettera PU, ai cittadini italiani ancora in possesso di un permesso di soggiorno valido.

Dopo quasi più di 6 mesi, il 10 Settembre, alcuni italiani finalmente prenderanno il terzo volo charter organizzato dalla camera di commercio.

L’odissea di alcuni sembra essere quasi giunta al termine, mentre quella di alcuni professori e studenti internazionali fuori dalla Cina sembra solo all’inizio.  Purtroppo nelle nuove politiche di ingresso da poco erogate dal ministero degli affari esteri Cinesi non sono stati menzionati gli studenti ed i ricercatori universitari. Questione di attendere un altro po’? Dubito, visto che l’inizio dell’anno accademico è ormai alle porte e per molti si prospetta un altro semestre online.

La pandemia ha penalizzato gli studenti, internazionali e non, di tutto il mondo. Molte università prestigiose come Harvard e Cambridge hanno annunciato da tempo lo svolgimento delle attività accademiche online almeno per la prima metà dell’anno 2020/21. Una bella notizia invece è arrivata per i cinesi: in questi giorni il consolato generale d’Italia a Canton ha comunicato la ripresa delle immatricolazioni degli studenti cinesi che hanno scelto l’Italia per proseguire il loro percorso di studi. In Cina, invece, molti studenti internazionali navigano ancora nell’incertezza, anche se ormai abituati all’idea di dover affrontare un altro semestre davanti ad uno schermo. La Cina sta facendo rientrare gli stranieri con il contagocce, temendo il ritorno del virus, che ormai si è allargato a macchia d’olio in tutto il mondo.

I voli sono estremamente rari e costosi ed il loro prezzo va aggiunto alle spese per i tamponi e la quarantena. Chi riesce a ritornare adesso deve almeno fare 3 tamponi:  uno prima di partire, uno all’arrivo in aeroporto ed un altro dopo 14 giorni di quarantena in un albergo designato dalle autorità.

Gli studenti saranno l’ultima categoria per importanza a rientrare.

Ma quel che affligge di più questa categoria è arrivare a fine Agosto senza avere informazioni definitive da parte delle università. Trovare un lavoro o un altro percorso non è semplice di questi tempi, specialmente per chi vive nell’angoscia di dover partire da un giorno ad un altro. Pure mollare tutto buttando via anni di studio e di sacrificio di fronte a questa difficoltà non è una scelta semplice.

In molti sentiamo il bisogno di un ritorno alla normalità: il mondo si è fermato, ma noi non ci possiamo fermare. L’idea di un anno di transizione, di attese e privo di risultati spaventa molto.

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