La lettera di Capucine

Dear Camilla,

I actually wrote 3 or 4 letters already, but it was either too depressing, or too dramatic. There is nothing I really want to say anymore. So i made a drawing for you, I hope you’ll like it. It’s been a while since I used my oil pastels. Actually since China. I thought It was a bit painful to see them as they bring lots of memories back. But I never travel without them, so I thought maybe it is time to enjoy drawing with them again ! And is there a better way to use them again than draw someone that I admire ? So here you are, a vegetal Camilla (In case it doesn’t look like haha) !

Bisous,

Capucine

Ricominciamo. La lettera di Capucine è arrivata proprio alla fine del tormentato lockdown italiano. Non so bene quali siano i sentimenti di questo nuovo inizio, ma io li ho paragonati molto a quello che Capucine scrive riguardo a riprendere in mano i pastelli per disegnare. Capucine ha fatto un semestre di scambio alla mia università, studia architettura ed è vicina a laurearsi. Ha vissuto gli ultimi giorni della sua esperienza ad Hangzhou tra lo stress della tesi e l’angoscia delle prime chiusure in Cina a causa dell’epidemia. È rientrata in Francia prima del previsto, il 27 Gennaio le sue valige erano pronte davanti l’ingresso della nostra università.

 Ha lasciato la maggior parte dei suoi pastelli abbandonati sopra lungo tavolo della sala conferenze del nostro ufficio internazionale. Quello stanzone è stato per noi studenti uno studio, lo spazio perfetto per le feste di compleanno, un cineforum dall’acustica pessima ed un laboratorio di moda per le creazioni del nostro caro amico Jon Micheal. Capucine era una di quelle timide presenze seduta attorno a quel tavolo che disegnava in silenzio, ma la sua pacata e dolce presenza si è fatta ben presto largo nel cuore di noi vecchi studenti della China Academy of Art. Ricordo la mattina della sua partenza, io ancora in pigiama davanti la porta di camera mia e lei con gli occhi pieni di lacrime ed il cuore pieno di troppe emozioni legate alle intense vicende degli ultimi mesi. Non dimenticherà mai la sua esperienza in Cina, perché se ne è innamorata. Quella precoce partenza è stato un modo brusco di finire la sua parentesi di vita in Asia. Con il virus le nostre vite sembrano essersi perse in una frase con i punti di sospensione…

Ricominciare non è facile, ma arriva sempre il momento il cui si sente il bisogno di prendere di nuovo in mano la matita che illustrerà i prossimi capitoli della propria vita. Per molti la quarantena è stato come affacciarsi sull’orlo di un precipizio ad osservare il vuoto, senza sapere che cosa c’era al di là di quel momento di completo silenzio dagli impegni, dalle relazioni, dal lavoro e dalla scuola. Adesso mi fa quasi strano uscire fuori per andare a correre, girare in macchina con gli occhi incollati sulle meravigliose colline Toscane e prendermi un caffè a pochi passi da Piazza del Duomo a Firenze. Mi sembra di vivere un’anormale normalità, in cui litigare con la mascherina nelle ore più calde della giornata e salutare gli amici senza poterli abbracciare a volte sembra un’impresa. Continuiamo a ripeterci “ in fondo, dovremo pure ricominciare a vivere”, sapendo che le cose non saranno proprio le stesse di prima, ed in alcuni casi forse nemmeno peggiori di quello a cui eravamo abituati. Mi sembra di vivere ancora con un piede tra la porta di casa e la vita libera dalla quarantena, titubante quando si tratta di uscire in un ristorante o a passeggio con un amico, assetata di disinfettate per le mani e disgustata dallo spreco di plastica degli ultimi mesi.

Pensare adesso a quello che farò a settembre sembra ancora un traguardo troppo lontano.Anche in Francia la vita sta tornando alla normalità, Capucine trascorre le sue giornate in famiglia pensando alla tesi e ad un nuovo inizio a Parigi tra qualche mese, ricordandomi quanto sarà bello iniziare di nuovo a programmare, sognare e a viaggiare. Ho sorriso quando per messaggio Capucine ha accennato al fatto che sta imparando a guidare “chissà, un giorno guiderò fino in Italia e ci saranno più probabilità di incontrarci di nuovo.” Adesso è il momento di riprendere in mano la nostra vita. Un nuovo inizio? Lo spero per i molti lottano oggi.

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