Saint Tropez non ha controindicazioni

Saint Tropez deve il suo nome ad un martire pisano che sotto l’impero di Nerone venne decapitato e posto sopra un’imbarcazione che raggiunse le sponde francesi, nella cittadina che oggi tutti conoscono come una delle più gettonate per la vita mondana estiva. Da quel lontano giorno la testa del martire pisano è divenuta simbolo della città e meta di pellegrinaggio per molti fedeli, sia verso Saint Tropez che verso la città di Pisa, patria del santo. Forse sarà stato a causa di questa leggenda che unisce Pisa a Saint Tropez, forse sarò rimasta colpita dal fascino senza tempo dei luoghi che hanno visto lo sbocciare di icone del cinema come Brigitte Bardot, ma ho veramente lasciato il mio cuore a Saint Tropez ed in costa azzurra.
Mi ero avventurata per la prima volta al sud della Francia diversi anni fa a primavera, forse perché ero ancora una bambina e forse anche per la stagione sbagliata, non ero rimasta particolarmente colpita dalle località provenzali e dalla costa azzurra. Questa estate i colori di questi paesini persi tra le colline che si affacciano sul mare mi sono entrati dentro gli occhi e si sono ben impressi nella mia mente ed immaginazione: non a caso mi è sembrato di vivere dentro un quadro dell’impressionismo le cui leggere pennellate dipingono graziose case ricoperte di verde e di buganvillee, ed il sole da principale artista pittura sia alle prime luci del mattino che alla sera delle sfumature di gialli, arancioni e rosa. I colori della Provenza mettono di buon umore, così come il profumo lillà della lavanda appena raccolta e la dolce brezza del mare blu. Viaggiare in auto non è mai stato così piacevole: affacciarsi dal finestrino ed ammirare i paesaggi è stato come visitare una galleria del museo d’Orsay riallestita con quadri di pittori senza nome, ma bravi tanto quanto un Monet o un Pisarro. Da Pisa il viaggio in auto fino a Saint Tropez è durato all’incirca 5 ore, non contando lo stop d’obbligo a Cannes ed in altri piccoli paeselli che si incontrano lungo il percorso. Sono rimasta incantata da Mougins, Ramatualle, Grimaud e Saint Maxime e molti altri posti che pure non essendo turistici mi hanno colpito nella loro bellezza e cura. Finalmente mi sono sentita come i turisti stranieri che arrivano in toscana e vanno ad esplorare luoghi casa di poche anime e che hanno ben poco da offrire se non un bel panorama e la pace e la bellezza dei piaceri più semplici della vita in campagna, purtroppo i miei occhi sono fin troppo abituati da apprezzare la toscana così come ho apprezzato il sud della Francia.
Sono stata felice di aver fatto questa vacanza a fine Agosto, probabilmente evitando l’affollamento dei periodi di ferie più gettonati: stando a Saint Tropez come base è stato facile raggiungere ed anche perdersi tra le curve e le colline dei paesi circostanti, niente traffico e paesaggi assorti nel loro silenzio, alcuni da sembrar abitati solamente dal leggero vento di mare.

 

È stato bello riscoprirsi cittadini locali e visitare i mercati ed esser rapiti dagli odori delle spezie: i mercati provenzali sono i più belli, sempre illuminati dal sole e dai colori più invitanti della frutta e della verdura, disposta in un modo così armonioso da farti sentire come in un set cinematografico pronto alle riprese. Olive, aglio marinato, biscotti al burro di ogni tipo, salse tapenade di vari colori e tipologie: ai mercati c’è proprio da perder la testa se si è appassionati di cucina e curiosi di provare sapori familiari, ma al tempo stesso diversi da quelli a cui siamo abituati. Le mie giornate in Francia sono trascorse così, la mattina al mercato la sera alla ricerca di qualche nuova spiaggia: sempre in auto cullata dalle attorcigliate curve ed accarezzata dal sole e dal vento ho provato a sognare di vivere in un’altra epoca, magari quella di Alain Delon che sicuramente ha sfrecciato sulle stesse strade a bordo di una Cabriolet.
Le spiagge vicino a Saint Tropez sono per la maggior parte pubbliche, ben attrezzate e incredibilmente tranquille al mattino: arrivare alle nove significa trovare la spiaggia deserta ed un mare piatto e trasparente. Se la mattina non ero attratta da nessun mercato locale è stato decisamente piacevole godersi le prime ore del mattino in solitudine in spiaggia, prima che verso l’ora di pranzo si affollassero. Ho visitato le spiagge di Pampelonne, dell’Escalet e quella di Gigarò: l’acqua cristallina la sabbia granulosa e grossa hanno creato l’atmosfera perfetta per perdersi tra le pagine di un buon libro ascoltando il dolce suono delle onde del mare. Al contrario di come sono abituata, in molte spiagge ho visto albe che assomigliavano a tramonti: infatti il sole nasce dal mare e alla sera si va a nascondere verso terra.
Le prime luci del sole da sempre mi affascinano, non mi fa fatica alzarmi presto la mattina, nemmeno tornare a casa alle prime luci dell’alba: fare jogging attorno al porto di Saint Tropez è stata un’altra delle mie attività preferite. Ho corso osservando chi già di prima mattina è a lavoro: chi abita al mare sa bene quanto è vero il detto “il mattino ha l’oro in bocca”.

 

Già alle sei del mattino i mozzi che lavorano sugli yacht ormeggiati al porto sono operativi, come anche alcuni pescatori che a quell’ora già tornano a riva con le reti piene di pesce da esporre al mercato: correndo arrivavo fino al faro e salivo su, lungo mare, fino al cimitero di Saint Tropez che romantico osserva il mare. Il porto di Saint Tropez si riempie di gente poche ore dopo, c’è chi sorseggia un caffè allo storico locale Senequier con vista sugli yacht più lussuosi e chi torna verso casa con la baguette sotto braccio ed in mano un sacchettino con dei profumati pain au chocolate freschi di forno. La colazione in Francia è un rito: penso di non aver assaggiato croissants migliori e la gola mi avrebbe tirato a mangiarne più di uno soltanto al giorno. La pasticceria francese ha il suo perché, ed io ho lasciato il cuore e le papille gustative a Saint Tropez e alla iconica Tarte Tropezienne.
Saint Tropez è piccola, sembra un piccolo regno sospeso tra realtà e fantasia: alla sera i ristornati si riempiono di bella gente, i lussuosi yacht si illuminano di luci così come si accendono gli occhi di osservatori curiosi. La città è piccola, ma ha tutto: come ha detto mia mamma “a Saint Tropez non esistono controindicazioni”.
Ho salutato la costa azzurra mentre l’auto si allontanava e da lontano il mare blu, le sue belle barche e Saint Tropez in cima alla collina mi salutavano. Ho anche salutato l’estate, portandomi dentro tutti i colori del mare, del sole e dei tramonti.

 

 

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