Ho trovato un appartamento ad Hangzhou: nuovo capitolo della mia vita in Cina.

Tornare in Cina ormai è un po’come tornare a casa ritrovando gli  amici, una famiglia internazionale adottiva molto speciale qua: è incredibile come in una sola estate possano accadere così tante cose da dover raccontare. Tutto è stranamente familiare come in un deja vù, anche se allo stesso tempo ho sempre quella strana sensazione di muovermi su un pianeta sconosciuto con la stessa insicurezza con cui un bambino muove i suoi primi passi. Il jet lag non aiuta, come nemmeno le birre calde fino a tarda notte quando non si riesce a prendere sonno e ci si perde nelle chiacchiere tra amici ed il fumo della carne  arrostita dello 烧烤 davanti al dormitorio universitario. Ho dovuto iniziare ancora una volta, nonostante Hangzhou la conoscessi già da un anno mi sono trovata catapultata in una nuova dimensione: nuovo dormitorio, nuovi studenti, nuova zona di questa enorme città, per fortuna  i cambiamenti non mi spaventano più ed è stato incredibile riscoprirsi più forti davanti a nuove difficoltà.

Il mio primo giorno di  ritorno in Cina ho dormito in una camera di 7,5 metri quadri sommersa da scatoloni da trasloco e metri di polvere. Non mi sono fatta prendere troppo dalla disperazione ed il giorno dopo  ho iniziato a pulire e riordinare con un jet lag che non mi aveva fatto dormire tutta la notte ed il mal di schiena per aver dormito su un letto senza materasso. Ho spostato mobili, scatole e un frigorifero per far entrare tutto in quella micro stanza, un po’come riuscir a fare incastrare alla perfezione tutte le tesserine di un puzzle. Dopo otto ore di lungo e faticoso lavoro finalmente avevo un giaciglio sul quale provare a riposare e pensare a come trovare una stanza più grande.

Lo scorso semestre ero stata molto fortunata con la mia camera di dormitorio: spaziosa con un bellissimo terrazzo che si affacciava sul viale principale della città di Hangzhou. L’idea di vivere in quella nuova cella con una doccia condivisa con minimo altre 20 ragazze non mi andava giù, specialmente pensando che in meno di una settimana sarebbe pure arrivato il mio ragazzo.

Ed è così che per la prima volta mi sono messa alla ricerca di un appartamento in Cina,  cosa che non avrei mai pensato di fare un anno fa. Un appartamento in Cina, una casa al di fuori di quel nido caldo e sicuro dell’università e dell’ambiente internazionale che vi orbita attorno,  ed eppure eccomi qua ad aggiustare l’arredamento della mia nuova cameretta al quindicesimo piano di quello che assomiglia di più ad un alveare che ad un condominio. Ho trovato l’appartamento in un modo un po’repentino ed impulsivo, guardando vari annunci pubblicati da privati su network molto utilizzati in Cina come Wechat oppure spulciando molte applicazioni di agenzie immobiliari non capendo forse la metà dei miliardi di caratteri cinesi che riempivano la descrizione di foto di appartamenti che sembravano troppo belli per essere veri.

La svolta alla mia ricerca è arrivata quando ho chiesto aiuto alla mia amica cinese: in un giorno ho visitato 5 appartamenti vicino alla zona del mio nuovo dormitorio, la presenza della mia amica cinese è stata essenziale come tramite e traduttore da un cinese poco comprensibile dei proprietari ad uno più chiaro per le mie conoscenze linguistiche.

Ho visto appartamenti così sporchi che credo che non siano mai stati puliti veramente da nessuno, uno dei quali aveva nel pacchetto pure l’inquilino in fase di trasloco in mutande sul letto. In quel giorno mi sono sentita un po’ scoraggiata non riuscendo a trovare qualcosa di non ammuffito e da non dover pulire con l’acido e l’inceneritore e ad una cifra non altissima da poter sostenere con il mio lavoro e la borsa di studio. Ho sentito un coro d’angeli quando ho aperto la porta del quinto appartamento, un monolocale luminoso e completamente nuovo con un piccolo bagno e cucinotto: avevo trovato i miei trenta metri quadri di felicità. Senza troppi indugi ho chiesto alla  mia amica cinese di spiegarmi ogni singola riga del contratto scritto in cinese ed il giorno dopo avevo in mano le chiavi di casa ed il peso di un secondo trasloco in meno di una settimana. Pensavo che trovare l’appartamento fosse la parte più difficile ed invece mi sbagliavo: dietro l’affitto di un appartamento ci sono varie procedure burocratiche come andare a registrare la nuova residenza alla stazione di polizia e registrarmi all’ufficio condominiale, tutte cose che dovevo accertarmi di fare per essere in regola ed anche per assicurarmi che il mio proprietario fosse in regola e non cercasse in qualche modo di fregarmi. In quanto a fregature in Cina ci sono molte storie che hanno visto vittima poveri stranieri, come quella in cui circa 30 persone affittarono la stessa stanza dallo stesso proprietario, che nel frattempo era scappato con il bottino incassato da questi poveretti; inoltre in Cina si paga l’affitto ogni tre mesi, non come da noi che funziona mese per mese, quindi credo che il furbetto in questione si sia intascato davvero una bella cifra.

Cambiamenti, mai abbastanza qua: dalla vita in dormitorio sempre circondata da studenti che condividono i tuoi stessi problemi con il Wi-Fi o con le docce senza acqua calda a dover risolvere tutti i più piccoli problemi casalinghi da sola, senza l’aiuto del caro signor  师傅 che si trova sempre seduto al primo piano del dormitorio pronto ad ascoltare impassibile le lamentele di ogni singolo studente ed ad essere svegliato alle 4 del mattino da qualche ragazzino sbronzo  che ha perso le chiavi di camera.

All’entrata del condominio in cui vivo c’è un piccolo negozio di alimentari il cui proprietario ha già familiarizzato con me ed il mio ragazzo: questo sorridente signore cinese con i jeans sempre sporchi di terra ha un figlio, un piccolino di circa 4 anni che mi saluta sempre urlando 阿姨, appellativo che significa “zia”, un modo molto colloquiale per chiamare le signore. Che di colpo sia diventata una signora? O semplicemente sono ancora un volto strano senza nome che incuriosisce il bambino ogni volta che mi vede rientrare a casa la sera.

2 risposte a "Ho trovato un appartamento ad Hangzhou: nuovo capitolo della mia vita in Cina."

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