Godersi la vecchiaia in Cina.

A dicembre ho avuto un simpatico episodio ed in questi giorni camminando attorno al lago Xihu mi è tornato alla mente. Il lago più famoso di Hangzhou al mattino, ma anche durante tutta la giornata ospita moltissime persone sopra i settant’anni intente a godersi la loro vecchiaia. A dicembre stavo andando di fretta verso casa ed avevo gli occhi puntanti sopra il mio cellulare anziché sulla meraviglia del lago al tramonto quando si dipinge di arancio,  improvvisamente un’anziana signora si è piazzata davanti a me bloccandomi e cercando di dirmi qualcosa. In un inglese un po’ sgrammaticato mi disse che era lì con un altro gruppo di amici in cerca di stranieri con cui praticare l’inglese, nel frattempo altri due anziani si erano avvicinati a me con un taccuino ed un bellissimo sorriso un po’ sdentato. Chiedendomi di dove fossi, uno dei tre anziani manifestò particolare interesse al fatto che fossi italiana perché stava appunto imparando la mia lingua. Iniziò a metter insieme parole e frasi in italiano, dicendomi che era di Hangzhou ed era in pensione e che per hobby si era messo a studiare da solo la lingua italiana, una lingua che affascina molti cinesi specialmente per la musica lirica.  Aveva un taccuino pieno di parole impiastricciate con l’inchiostro e di frasi semplici, mi chiese di scrivere su quel taccuino la traduzione in italiano di  “你很漂亮” (Nǐ hěn piàoliang) ed così che sotto quella sfilza di parole tremolati ed infantili scrissi “sei bellissima”. Una cosa che ammiro  delle persone anziane qui in Cina è che si tengono molto attive, come ad esempio quell’arzillo vecchietto che cercò di farmi un complimento facendomi tradurre una semplice frase dal cinese all’ italiano.DSC_0021

Il sorriso di una signora sull’autobus può cambiarmi la giornata in meglio, mi da un’ energia ed una sicurezza tale da aver il potere di fare tutto, un po’ come se in India mi trovassi di fronte ad un’enorme e vecchio elefante che si avvicina a me per lasciarsi carezzare. Negli ultimi due anni passati in Cina ho sempre cercato di puntare l’obiettivo della mia macchina fotografica su queste persone che si portano dentro il peso della storia e dei cambiamenti: molti di loro si sono risvegliati in una realtà distante da quella in cui sono nati e cresciuti, molti usano in modo impacciato un telefonino di ultima generazione ed ai miei occhi sono così teneri e fragili anche se portano con orgoglio il peso di una cultura che purtroppo rischia di sparire con gli anni e con la globalizzazione. L’atmosfera del lago è così bella proprio grazie a questi ultrasettantenni intenti in qualche danza di gruppo che proviene dal periodo in cui c’era ancora Mao, o di altri che invece fanno taijiquan all’alba riscendo a fare movimenti non proprio semplici con tutti quei piegamenti  sulle ginocchia e torsioni del busto. Molti signori girano con un secchiello d’acqua ed un pennello molto grande e dipingono lungo i marciapiedi dei caratteri cinesi che hanno la durata di pochi istanti, un po’ come le parole che escono dalla bocca e svaniscono pian piano nell’aria. C’è un punto preciso intorno al  Xihu in cui in molti sono riuniti seduti su delle pietre a giocare a scacchi cinesi, ed un altro in cui invece delle signore si divertono a cantare canzoni della loro tradizione, anche se secondo me sono decisamente stonate. Un po’ come gli arzilli pensionati italiani si ritrovano al bar sotto casa a giocare a briscola, i pensionati cinesi si ritrovano all’aria aperta per fare attività fisica, giocare a scacchi o parlare del più e del meno. Il segreto della longevità asiatica forse sta proprio in questo, nel tenersi attivi.

 

Una giorno con una mia amica cinese mi è capitato di parlare della vita dei pensionati in Cina: ho scoperto che gli ospizi  esistono anche qua, ma sono estremamente costosi e molte delle persone anziane si ritrovano a vivere da sole e a prendersi cura di se stesse. Gran parte della popolazione cinese ha più di sessant’anni, una conseguenza della politica del figlio unico introdotta nel 1979, dopo il boom delle nascite negli anni ’50 e‘60 dell’epoca maoista. Ho letto di recente un articolo che parlava di un povero nonno cinese che voleva essere adottato per sfuggire alla solitudine: questo pover’uomo si era ritrovato solo all’età di 85 anni e nell’annuncio pubblicato si presentava come un robusto anziano sull’ottantina capace di cucinare e di prendersi cura di se stesso ma in cerca di compagnia per non morire solo. Molte delle persone che incontro attorno al lago spesso vivono la loro vita in solitudine perché i figli che abitano lontani, sono presi troppo dal lavoro oppure non ci sono più. All’interno della cultura cinese è molto importante il concetto confuciano di “pietà filiale”, una virtù che assomiglia in parte alla pietas latina: la pietà filiale è quel comportamento rispettoso che i figli devono avere con i propri genitori all’interno della società, rispetto e devozione per chi è invecchiato crescendoti. Nella Cina d’oggi è ancora una virtù importante? E nel mondo d’oggi? È così bello vedere qua pensionati che passano del tempo con i propri nipotini, spesso succede che i bambini cinesi crescano sotto gli occhi amorevoli dei nonni mentre i genitori sono troppo presi dal lavoro, ed è invece molto triste immaginare la solitudine di un uomo anziano seduto a guardare il mondo che gli corre attorno.  Spesso ci dimentichiamo di rispettare ed amare chi è da un po’ di più di tempo su questo strampalato pianeta, e nei semplici gesti come lasciare un posto a sedere sopra un autobus o  ascoltare le storie dei tempi che furono si può riscoprire la bellezza di questo rispetto ed essere ricambiati con un sorriso che riempie il cuore di amore.

Una risposta a "Godersi la vecchiaia in Cina."

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  1. Come mi piacciono i tuoi scritti! mi sembra di vivere i tuoi momenti i tuoi sentimenti anche se non so esprimerli come sai fare tu .Ti abbraccio nonna

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