Come in un episodio di Black Mirror: la vita secondo la legge dei social network

Prendo la metropolitana quasi tutti i giorni, il che è una novità per una ragazza di campagna come me. Le persone non si guardano mai in faccia in metropolitana, la maggior parte ha lo sguardo incollato allo schermo del proprio cellulare, ed anche io faccio altrettanto.
I social controllano le nostre vite e prendono molto del nostro tempo, se Orwell dovesse scrivere oggi 1984 di sicuro metterebbe in ballo i social network: “Facebook is watching you”. In Cina non è comunque possibile connettersi a Facebook, Instagram o Twitter senza una rete VPN, cioè “Rete Virtuale Privata”.
La rete VPN mi permette di aggirare la censura del paese in cui mi trovo “fingendo” di connettermi da un altro stato, in poche parole senza VPN non posso nemmeno fare una ricerca su Google in Cina: il governo cinese è consapevole della forza di internet e del potere che ha di influenzare le masse, tramite tutti quegli occhi incollati allo schermo di un cellulare è più facile “tenere sotto controllo” la popolazione.
Ultimamente mi è arrivata alle orecchie una notizia che sembra essere la trama per un film di fantascienza: prima del 2020 la Cina ha intenzione di attivare un “ Sistema di credito sociale”. Di che cosa si tratta? Chiunque sia fan della famosa serie su Netflix Black Mirror avrà sicuramente visto il primo episodio della terza stagione “Caduta Libera”: una visione distopica della realtà dei social network, in cui le persone devono essere “gentili” e “buone” per raccogliere più “punti” e popolarità per una vita agiata e migliore . La Cina sta lavorando ad un sistema simile a quello descritto in Black Mirror: il sistema di credito sociale servirà a valutare la credibilità dei cittadini e delle imprese valutando il loro comportamento finanziario, legale e specialmente sociale. Se paghi le bollette in tempo, non fumi dove è vietato e non spendi male i tuoi soldi in acquisti inutili quindi potresti avere un buon punteggio sociale e così avere la precedenza negli ospedali oppure dare ai tuoi figli l’opportunità di frequentare le università più facoltose. Se invece paghi in ritardo la rata di affitto o prendi l’autobus senza pagare il biglietto i tuoi punti diminuiranno fino a renderti un cittadino di “seconda categoria”, quindi con meno diritti rispetto a chi “si comporta meglio di te”. Da questo sistema saranno valutati anche l’uso dei social network cinesi e la cronologia delle ricerche online, se ritenuti inappropriati verranno tolti punti. A Guangzhou, una metropoli nel sud della Cina, esiste già un ospedale che funziona a credito sociale, il Guangzhou Women and Children’s Ospital in cui hanno la precedenza e più attenzioni “la brave persone”. L’istituzione di questo sistema ha lo scopo di sanare tutti i buchi finanziari cinesi e creare un paese ancora più stabile, tutto però a discapito della privacy dei cittadini. Tutto sembra pronto all’inizio di qualcosa che assomiglia ad una nuova dittatura digitale e tra le città prescelte per sperimentare questo sistema di credito personale c’è pure Hangzhou, la città in cui sto vivendo. Hangzhou nel 2016 ha ospitato il G20, ed adesso non mi stupisce sentir dire che per tale occasione tutta la città era stata allestita a mo’ di set cinematografico allontanando dal centro i locali e pagando dei veri e propri attori che si comportassero da bravi cittadini per dare un’ottima impressione ai leader delle altre nazioni. L’idea di avere una società perfetta composta solo da bravi cittadini è utopica o distopica? Togliere il diritto ad una persona di sbagliare è giusto? Quei nasi incollati allo schermo nero intenti ad osservare un riflesso privo di emozioni presto saranno in attesa di ricevere “punti extra” per sentirsi una persona migliore. In Europa ci siamo tanto scandalizzati a questa notizia, ma questo sistema non assomiglia già a quello che stiamo vivendo con un uso eccessivo dei social? Quanto i social network influenzano la nostra vita? Forse viviamo già in un episodio di Black Mirror dove per sentirsi migliori sentiamo la necessità di piacere agli altri aggiornando la nostra immagine del profilo, mentre per decidere di farla finita invece basta aprire una pagina Facebook piena di offese da parte di sconosciuti. Viviamo in una società perennemente sotto i riflettori, abbiamo dato alla tecnologia il potere di controllare le nostre vite, e forse non ci dovrebbe stupire il fatto che il governo cinese abbia scelto di provare a controllare la propria nazione a colpi di mi piace.
“La società di credito sta arrivando.
Sei pronto?
Quale è il tuo punteggio di credito personale?”

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