La primavera ad Hangzhou

La primavera è ormai arrivata da qualche settimana qua ad Hangzhou: i ciliegi hanno fatto già sbocciare i primi fiori ed il lago Occidentale si è risvegliato dal grigiore invernale esplodendo in una magia di colori che non avevo mai visto prima in Italia. Parchi, giardini, pagode e musei sono davvero molto curati in Cina, così tenuti bene da sembrare quasi irreali e frutto di una fervida immaginazione. Aiuole perfette, composizioni floreali che non avevo visto nemmeno in giardini come quello di Versailles, per non parlare della bellezza degli alberi in fiore e dei salici piangenti che lasciano intravedere tra i rami i tetti a spiovente delle pagode di vedetta sul lago. Ogni mattina degli operai cambiano e sistemano l’erba dei parchi ed io non ho mai visto un filo d’erba ingiallito: tutto perfetto ed in attesa di esser devastato da squadroni di turisti armati di macchina fotografica.

Ho la fortuna e sfortuna di abitare proprio di fronte al lago Occidentale, la finestra di camera mia ha vista sull’immenso viale alberato di  南山路 (nanshanlu), e tra le cime più alte dei rami è possibile intravedere il bellissimo turchese del lago. È una fortuna perché mi trovo a vivere in una zona meravigliosa e sommersa nel verde, ed invece una sfortuna perché è pure una tra le maggiori mete turistiche in Cina, quindi perennemente affollata.

 Lo scorso weekend ha piovuto tutto il tempo, ma sempre diversi turisti temerari hanno affrontato il mal tempo per passeggiare attorno al lago e fotografare le nuove aiuole con un filtro un pochino più malinconico a causa dei nuvoloni grigi. Oggi è il primo sabato di sole, la temperatura è quasi estiva ma l’aria ancora fresca: forse per questo che tutti e ripeto tutti i cinesi della Cina e del mondo oggi erano ad Hangzhou. Presa anche io dall’euforia di una giornata così luminosa che profuma già d’estate e libertà, ho deciso di andare a fare un pic nic ad un parco vicino alla mia università dove sapevo avevano da poco piantato dei meravigliosi tulipani rossi sotto gli alberi di ciliegio in fiore. Al mio arrivo i fiori c’erano ma la poesia di un pic nic in un luogo così ameno era stata già rovinata lungo il tragitto: fortunatamente avevo optato per un bel giro in bici per arrivare al parco perché il traffico era completamente bloccato ed un concerto di clacson aveva già fatto scappare tutti gli uccellini. Il traffico d’auto era accompagnato da una lunga processione di famiglie e gruppi di turisti a caccia della foto ricordo più bella: uno scenario apocalittico. Bici, motociclette, auto che cercavano invano di fare manovra, bambini che piangevano e vecchi in carrozzina: l’incubo di tutti quegli italiani che vanno al mare a Ferragosto era reale in un normalissimo sabato di Marzo. Arrivata con molta fatica a destinazione la scena non era diversa: tutti oggi avevano avuto la mia stessa idea e si erano accampati sopra ogni centimetro di prato disponibile, chissà da quale ora si trovavano lì a lottare per il posto sotto l’albero più grande e bello. Teli da mare, ombrelli da pioggia messi a mo’ di ombrelloni e borse ricolme di cibi e snack di ogni genere: oggi tutta la Cina sembrava si fosse riunita per un mega pic nic al parco. Camminare sui romantici ponti cinesi era improponibile, avevo paura cadessero sotto il peso dell’orda di persone che li attraversava, i cestini esplodevano letteralmente per la quantità di rifiuti al loro interno ed i poveri spazzini cercavano a destra e manca di ripulire dove gli altri sporcavano: nonostante il caos generale devo dire che tutto era sempre completamente lindo ed in ordine. Invece di piangere mi è venuto da ridere a pensare ai chilometri che molte di queste famiglie cinesi avevano fatto per trascorrere uno dei sabati peggiori della loro vita in un luogo così meraviglioso. Credo comunque che in molti siano riusciti a fare una gigantografia di ogni singolo tulipano piantato sul prato; pure varie coppie di novelli sposi avevano scelto questa giornata per fare un set fotografico che avrà assolutamente bisogno di Photoshop per eliminare tutte le persone attorno. In Cina purtroppo tutto è quasi sempre affollato, alcuni miei amici mi hanno detto che pure nei giorni lavorativi primaverili la situazione è la stessa, ed io che mi lamentavo di Venezia a Carnevale… povera me.

Sicuramente dovrò tornare a passeggiare immersa nella natura del lago quando le folle impazzite si saranno calmate, perché la meraviglia della natura di Hangzhou lascia veramente senza fiato: i colori, i profumi e la magia di quando tutto si risveglia dopo lunghi mesi di letargo. Sento l’influenza della primavera, piena di energie ed anche del mio italianissimo dolce far nulla, dovrò combinare tutti questi stimoli in un paese che non smette mai di stupirmi.

 

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