Le mie radici e dei buoni propositi ( in ritardo)

Il giovane eroe biblico David sconfisse il gigante Golia con l’astuzia, il coraggio ed una fionda, la sua immagine per questo motivo fu scelta per rappresentare la vincente Repubblica fiorentina del 1500, oggi una copia del David di Michelangelo è sotto gli occhi di tutti in piazza della Signoria a Firenze, l’originale invece si trova nelle Gallerie delle Accademia e guarda fiero i visitatori mostrandosi sicuro della sua vittoria. ” […] Veramente che quest’ opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si fossero” con queste parole Giorgio Vasari descrisse l’opera di Michelangelo che ha sempre suscitato in me un grandissimo fascino. Sentir parlare proprio del David di Michelangelo qua in Cina mi ha fatto rispolverare vecchie ma ancora tiepide sensazioni del Liceo. Qualche settimana fa infatti ho avuto l’occasione di partecipare ad una lezione sui musei, gallerie ed accademie a Firenze, lezione resa ancor più interessante dal fatto che fosse tenuta da un professore italiano.
Ascoltare la bellezza della mia lingua che “scolpiva” davanti ai miei occhi le monumentali immagini della mia adorata Firenze è stato bellissimo e nostalgico: ero l’unica persona nell’aula a capire senza il bisogno di un traduttore ed è stato proprio in quell’istante che mi sono sentita come il giovane David, finalmente vittoriosa contro il mio Golia, rappresentato dalle mie insicurezze e paure in questo paese così diverso e lontano dal mio, la Cina.
In quel momento mi sono sentita padrona di una cultura immensa e di una lingua meravigliosa, della quale stavo per dimenticare la dolcezza e la raffinatezza nel raccontare l’arte, come se fosse una favola.
Una ragazza cinese accanto al professore traduceva simultaneamente le sue parole – parole che danzavano nel tempo, tra Michelangelo e Botticelli e la nascita delle Gallerie dell’Accademia – e che venivano rincorse da una pioggia di suoni storpiando nomi come quello di Leonardo da Vinci o di Cimabue con i corrispondenti in cinese.
Durante quella lezione ho visto davanti i miei occhi l’intreccio fatto negli ultimi due anni tra la passione per cultura cinese ed il profondo bagaglio culturale italiano che mi tengo stretta: ho sempre cercato di avvicinare la mia cultura e la mia lingua ad una cultura e lingua così distanti come sono quelle cinesi.
Sono scoppiata in una naturale risata quando il professore spiegando l’Annunciazione a Maria di Leonardo da Vinci ha lasciato che la cinesina traducesse l’aulico “Ave O Maria” con un semplice e colloquiale “你好玛利亚” (nihao Maliya, che è traducibile in “Ciao Maria”). A volte questa strana combinazione tra lingue e culture di altri paesi dà adito a numerose contraddizioni, la lingua in particolare è stata la mia prima barriera culturale in Cina, poiché è anche lo specchio di un modo di pensare totalmente diverso dal mio.

Un pochino in ritardo mi trovo a fare i buoni propositi per l’anno nuovo, a contare le nuove battaglie ed i nuovi Golia che dovrò affrontare: di dubbi ne ho tanti, di paure forse anche di più ma come qualsiasi albero o arbusto sono sorretta dalle mie radici. In molti mi chiedono che cosa sto mai combinando in Cina, sto studiando ma soprattutto lavorando su me stessa. Mi spaventa ma allo stesso tempo mi seduce l’idea di fare un Master in una lingua così complicata; ma se Davide ha sconfitto un gigante con una fionda forse anch’io posso davvero combinare qualcosa di buono. Ho davvero ancora tanto da studiare e da capire, ma non a caso ho scelto di approfondire i miei studi di arte e storia dell’arte proprio qua in Cina, in un idioma così diverso per esprimere idee e sentimenti.  Durante quella lezione ho sentito che il patrimonio artistico dell mio Bel Paese me lo porto sulle spalle ovunque vada, sono le radici buone che mi danno la forza di far crescere la mia curiosità ed interesse nei confronti di ciò che è diverso da quello che già conosco. Stare qua non solo mi ha aperto gli occhi sulla cultura cinese, cancellando molti stereotipi, ma l’ha aperta su svariate culture del mondo per le persone che conosco in questa magica torre di Babele,  che in questo caso non divide ma unisce,  liberando la mente da sciocchi pregiudizi, spesso causa di tanti problemi nella nostra società.
Ed è così che mi trovo davanti ad un nuovo anno, senza armatura ma, come Davide, armata di una piccola “fionda” costituita dalle tante esperienze vissute nel 2017, un anno che ha decisamente cambiato rotta alla mia vita.
La Cina mi ha cambiata molto ed in meglio (spero), seppur il nostro è stato un Odi et Amo devo davvero tanto a questo meravigliosa terra ad oriente.

 

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