Panda in uno zoo

Sono da poco rientrata rientrata da un esperienza che ha del surreale:  mai avrei pensato una volta arrivata in Cina di ritrovarmi in un Talent Show per studenti stranieri che manifestano il loro amore sconfinato per la Cina e la cultura cinese. Quella che in principio un po’ tutti noi studenti stranieri abbiamo avvertito come una costrizione da parte dell’ università, alla fine si è rivelata un esperienza interessante e anche molto divertente, che mi ha dato l’ occasione di stringere un bel rapporto con le altre “vittime” di questo show off di talenti stranieri.
Dopo giornate passate a provare e riprovare fino alla nausea i soliti passi di danza su una canzone che descrive come la Cina unisca popoli e nazioni fin dal tempo della Via della Seta, io e la mia compagnia danzerina ci siamo trovati catapultati sotto i riflettori della televisione cinese assieme ad un altro centinaio di studenti stranieri vestiti con abiti tradizionali cinesi. Nonostante non credessi molto nella riuscita della nostra coreografia alla fine la nostra esibizione è stata epica.
Grazie a questa singolare iniziativa sono nate delle bellissime nuove amicizie: davvero la Cina fino ad ora ha avuto il potere di unire popoli e culture sotto uno stesso tetto. I miei nuovi amici provenienti da tutto il mondo vivono le mie stesse ansie, paure, gioie e forti emozioni qua in Cina. Questa esperienza comunque mi ha fatto rivivere una sensazione che avevo già sperimento a Lanzhou (la città dove ho trascorso la mia prima esperienza universitaria cinese) mi sono sentita di nuovo come una tigre in uno show circense, costretta a ballare ed esibire abilità apprese durante l’addestramento. Non che voglia paragonare la mia esperienza con la tragica realtà degli animali in un circo, ma il concetto è simile: avere i riflettori addosso perché un 外国人 (straniero) si cimenta in una danza con i ventagli o nell’opera di Pechino… 真棒, è molto figo !
Sono già molte volte stata protagonista di show o esibizioni qua in Cina, un vero e proprio circo  per gli studenti stranieri emergenti. A Lanzhou  ero osservata con curiosità e stupore, fotografata ovunque andassi… Non nego che queste attenzioni hanno di gran lunga aumentato la mia autostima, ma anche infastidito delle volte solo per il fatto di sentirmi ogni volta trattata come un fenomeno da baraccone solo perché non sono cinese. Il Gansu non vede molti turisti quanti ce ne sono a Pechino, i volti occidentali sono così rari che pure io delle volte mi stupivo nel vedere un ragazzo biondo e con gli occhi blu. La richiesta di insegnati di inglese, anche se non madrelingua, a Lanzhou è altissima, la presenza di uno straniero in una università aumenta il prestigio di quest’ultima tanto quanto fa aumentare i guadagni ad una qualsiasi attività avere un europeo che ne fa pubblicità. Pensavo che questo fenomeno fosse legato solo a zone distanti dalle grandi metropoli cinesi, come Pechino o Shanghai, ma mi sbagliavo. Il fenomeno “panda in uno zoo” è un po’ ovunque qua in Cina. È lo stesso principio per il quale credo di poter giustificare il motivo per quale il governo cinese sia così interessato ad erogare borse di studio ad alcuni studenti stranieri volenterosi di abbracciare una cultura così distante dalla propria e di affrontare studi in una lingua per nulla semplice.  Perché il governo mi paga mensilmente per studiare qua?  L’altro giorno ho posto al mio ragazzo la medesima domanda: “It is Soft Power” mi a risposto “Don’t think that they are only very kind with you”.

Il termine “Soft Power” traducibile in italiano con “potere morbido” ed è stato coniato negli anni ’90 da  Joseph S. Nye Jr. della Harvard Kennedy School of Government; questo termine è utilizzato nelle relazioni internazionali per descrivere l’abilità di un potere politico di persuadere ed attrarre solamente tramite risorse quali la cultura ed i valori di una nazione. Non sono un’esperta nel campo, ma da quello che ho capito dalla mia esperienza fino ad ora sono un investimento, sono un cervello in fuga che ha trovato riparo in Cina assieme ad altri studenti di tutto il mondo. La scelta di venire a studiare qua porterà anche a me qualche vantaggio? So che la Cina crede di poter trarre giovamento da me visto che ha deciso di darmi questa opportunità dopo tantissime noie burocratiche e di selezione. In molti a casa in Italia mi dicono ” il cinese è la lingua del futuro, tanto tutto ormai viene da lì”. Venire a studiare qua non implica necessariamente che vivrò e lavorerò in Cina per tutta la vita, ma naturalmente è probabile che questa scelta mi porterà ad avere molti contatti con questo paese così lontano dal mio e nel mio piccolo forse sono veramente un ambasciatrice a metà tra due paesi, l”Italia e la Cina.

 

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